Discendenti dagli antichi anolini dei grandi banchetti Rinascimentali, sono giunti a noi come classico piatto della festa. In passato, infatti, imbandivano quasi esclusivamente la tavola di Natale.
Oggi li possiamo consumare quotidianamente, anche se occorrono due giorni di preparazione, uno perchè il ripieno deve riposare la notte, l'altro per la lavorazione e la chiusura della pasta, a cui partecipano per tradizione tutti i componenti della famiglia.
La morte dei cappelletti è il brodo di Cappone o di Tacchino, ma sono ottimi anche asciutti, con una grattatina di tartufo.