Il ciambellone lento era il dolce della festa, delle grandi occasioni. Si chiama lento per distinguerlo da un'altro tipo di ciambella, molto simile negli ingredienti ma differente nella modalità di preparazione: il ciambellone duro.
Il primo si confezionava nelle campagne in occasione della battitura, ma solo quando quest'ultima era particolarmente abbondante. Il raccolto, infatti, doveva superare i 100 quintali. L'evento era segnalato con un fischio della macchina che, ferma nell'aia, batteva il grano. Le donne, udito questo suono che era sempre atteso con grand'ansia, si accingevano subito alla preparazione di grandi ciambelle per celebrare degnamente questo proficuo raccolto. Si andava così ad aggiungere festa a qualla che festa era già: la battitura.
Anche il ciambellone duro si preparava per delle occasioni particolari. Nel paese rappresentava il rinfresco da consumare con amici e parenti dopo il rito nuziale e le spose delle famiglie benestanti la mattina delle loro nozze offrivano, bussando alla porta dei vicini, delle fette di ciambellone duro accompagnate da una bevanda calda a base di cioccolato: il cosiddetto squaglio.
Certo è che il ciambellone nell'una e nell'altra versione è sempre stato presente nelle abitudini della nostra gente. lo conferma anche un curioso detto che si rivolgeva soprattutto ai bambini e li ammoniva dicendo loro: "Monei, tutti sitti c'è 'l ciamblòn!".